Il fisco mette in campo due importanti strumenti di controllo: il nuovo redditometro e il misuratore delle spese, detto anche spesometro.
A rischio accertamento che spende molto ed ha un tenore di vita “ricco”, ma che dichiara redditi da “povero”. I funzionari dell’Agenzia delle Entrate controlleranno la spesa dei contribuenti e quelli che possiedono immobili, residenze secondarie, auto di grossa cilindrata, barche o altri beni di lusso ma contestualmente dichiarano imponibili bassi.
LO SPESOMETRO
Con questo strumento cambiano anche i soggetti preposti al controllo della spesa; infatti il fiscoavrà il compito di controllare la spesa e conseguentemente, esigere la comunicazione delle spese effettuate.
Il nuovo misuratore delle spese servirà al fisco per valutare la capacità contributiva delle persone fisiche, nonchè per controllare i soggetti IVA che emettono fatture consentendo la detrazione dell’imposta e la deduzione dei costi ad altri soggetti, ma che poi si “dimenticano” di versare l’IVA per pagare le imposte.
I primi a dover comunicare al fisco le suddette spese saranno (ovviamente) i soggetti IVA a decorrere dal mese di ottobre 2011. A partire dall’1 gennaio 2011 invece, vanno comunicate tutte le operazioni tra soggetti IVA; in pratica, sarà un ritorno, anche se parziale, ai vecchi elenchi “clienti – fornitori” per operazioni pari o superiori a 3000 € al netto dell’IVA; da maggio poi dovranno tenersi sotto controllo anche le operazioni nei confronti dei privati cittadini, per le spese di importo pari o superiore a 3600 €, IVA compresa.
Le regole sul nuovo obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA sono contenute nel protocollo 2010/184182, del direttore dell’Agenzia delle Entrate. Il provvedimento fissa i limiti, le modalità tecninche, le procedure e i termini del nuovo obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA.
Quest’adempimento è stato introdotto dall’art. 21 del DL 78/2010, convertito nella legge 122/2010.

